Cinisi, Torre Annunziata, Palmi. Un filo rosso partito
da Firenze 3 anni fa che, toccando simbolicamente queste mete, rappresenta un
viaggio continuo. Un viaggio nell’antimafia e di lotta per la legalità che
abbiamo voluto iniziare nel 2010 quando la nostra proposta di intitolare la
sala prove del Quartiere 1 a Peppino Impastato “martire della lotta alla mafia”
è stata approvata all’unanimità dal Consiglio di Quartiere 1. Da allora la Giornata per
la Legalità organizzata in collaborazione con
Libera Toscana e con La Scena Muta è diventata un
appuntamento annuale di riferimento non solo del Quartiere 1 ma di tutta Firenze.
Tanti della nostra generazione da piccoli vagamente
conoscevano Aldo Moro, e quasi nessuno aveva sentito parlare di Peppino
Impastato, entrambi uccisi lo stesso giorno, il 9 maggio del 1978, in quella che qualcuno ha definito “l’alba
dei funerali di uno Stato”. Alcuni ricorderanno vagamente il giornalista
del Mattino, Giancarlo Siani, ucciso dalla a Napoli nel Settembre del 1985 per
le sue inchieste sulla Camorra a Torre Annunziata. Sicuramente quasi nessuno ricorderà
Rossella Casini, prima testimone di giustizia fiorentina, uccisa dalla
ndrangheta nel 1981. Queste sono le tre figure attorno alle quali ci siamo
impegnati in questi anni per ricordare le vittime di mafia e per parlare di
antimafia.
Rossella
Casini, nata da famiglia operaia, viveva in Borgo la Croce. Nel 1977 si
innamora di uno studente universitario calabrese, Francesco Frisina. Nel giro
di pochi anni viene a conoscere fatti che neanche poteva immaginare:
l’appartenenza di Francesco ad una famiglia ‘ndranghetista, faide per il potere
ed il controllo del territorio, vendette per sgarri commessi o sospettati. Viene
ucciso il padre di Francesco, Francesco stesso è ferito in un agguato. Rossella
decide di parlare con le forze dell’ordine e convince Francesco a fare lo
stesso. Ma tutto questo è inaccettabile. Viene decretata la morte di Rossella
(“Fate a pezzi la straniera”). Muore nel 1981. È del 22 di febbraio l’ultima
telefonata a suo padre. Solo nel 1994, 13 anni dopo la sua scomparsa, un
pentito parla e confessa che Rossella è stata rapita, torturata e barbaramente
uccisa.
Queste
storie ci possono sembrare lontane, appartenere
a realtà che non hanno niente a che vedere con noi che viviamo nel centro
Italia. Niente di più sbagliato. Secondo i rapporti sulla presenza del fenomeno
mafioso nelle regioni italiane, questo è sempre più radicato anche nel
centro-nord Italia. Nella classifica delle regioni con il numero di beni
confiscati alla mafia, la Lombardia è al quinto posto ed il Lazio al sesto. La Regione Toscana è territorio
economicamente ricco e quindi permeabile alle infiltrazioni finanziarie mafiose
anche se la sua tenuta sociale e istituzionale costituiscono ancora un baluardo.
Ma fino a quando? Purtroppo si parla ancora poco di mafia in un territorio non
mafioso in cui la mafia purtroppo c'è! (cfr. Rapporto sulla legalità in Toscana- Fondazione Caponnetto).
Noi
abbiamo scelto di parlare di mafia abbinando la denuncia all’espressione
artistica secondo varie forme: musica, teatro, cinema. Anche Peppino Impastato
faceva così. Questo ci ha permesso negli ultimi tre anni di veicolare i valori
di giustizia e legalità offrendo al tempo stesso a giovani realtà fiorentine di
esprimersi artisticamente. Stasera, 10
dicembre 2013, proseguiamo in quella direzione. La terza edizione del
Concerto per la Legalità al Teatro Puccini vedrà la partecipazione di PEPPE
VOLTARELLI, ORCHESTRINA MACCHERONI SWING, e le letture da “ULTIMO DOMICILIO: SCONOSCIUTO” di FIAMMA
NEGRI e GIUSI SALIS, con Fiamma Negri e MARINO SANCHI Musiche dal
vivo: STEFANO BARTOLI - Ispirato alla storia di Rossella Casini. in
apertura ci sarà una delle band emergenti della SALA PROVE "PEPPINO
IMPASTATO"- BLUEJOB
Non potete mancare.
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