sabato 17 maggio 2014

La città dei cittadini

Sussidiarietà, decentramento e partecipazione per avvicinare il governo della città ai cittadini
 
 
Le elezioni amministrative si avvicinano e, mai come in questo periodo di crisi della politica, di crisi dei partiti e delle istituzioni, in molti parlano della necessità di favorire la partecipazione dei cittadini schiacciati tra l’incapacità dei partiti tradizionali di attrarre nuovi sostenitori e la sensazione che la cosiddetta “democrazia delegata” stia allontanando sempre di più i cittadini dal governo della cosa pubblica. Questo scenario viene confermato anche delle ultime tornate elettorali che hanno evidenziato una crescente voglia di nuove forme di partecipazione le quali non necessariamente risultano essere le più efficaci e rappresentative della pluralità della società. Ma cosa significa veramente far partecipare i cittadini al governo di una città? Come si può trovare, concretamente, un giusto equilibrio tra democrazia partecipativa e democrazia delegata?

Quando si parla di “avvicinare il governo della città dei cittadini” vale la pena ripartire dal principio di sussidiarietà esplicitato dall'articolo 118 della Costituzione italiana il quale prevede che "Stato, Regioni, Province, Città Metropolitane e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio della sussidiarietà". Tale principio viene declinato in due diverse forme non alternative tra loro: verticale ed orizzontale. Mentre quella verticale rimanda ad una ripartizione delle competenze per garantire che gli enti più vicini al cittadino e, quindi, più vicini ai bisogni del territorio, siano messi nelle condizioni di garantire i servizi di prossimità nell’interesse della collettività, quella orizzontale prevede che la cittadinanza, attraverso le sue variegate forme di rappresentanza, abbia la possibilità di cooperare con le istituzioni nel definire gli interventi che incidano sulle realtà sociali ad essa vicine.

Progettando la città del futuro, la città dei cittadini, a Firenze non si può prescindere dal tenere insieme queste due dimensioni. Firenze (che ha visto crescere dagli anni ’70 ad oggi una partecipazione popolare al governo della cosa pubblica) per storia, tradizione e cultura offre una grande opportunità di modernizzazione dove i cittadini si sentano veramente attori protagonisti dello sviluppo della propria città. Una grande opportunità che si intreccia anche con il percorso di riforma istituzionale iniziato nel 2007 e che prevede la trasformazione delle Circoscrizioni in Municipi con l'abolizione delle Province e la nascita nel nostro territorio della città metropolitana.

E quindi da dove partire?

Decentramento e …
Dobbiamo avere il coraggio di ribadire che c’è un bisogno strategico di ritornare ad un reale decentramento amministrativo nella Firenze del domani. Le strutture decentrate sul territorio (che oggi si chiamano Consigli di Quartiere) sono necessarie per garantire la sussidiarietà sia verticale che orizzontale: da un lato permettono di gestire e garantire meglio la qualità dei servizi di prossimità a favore dei cittadini e la pianificazione del territorio, dall’altro permettono al cittadino singolo, o in forma aggregata, di avere un’interlocuzione diretta con l’amministrazione attraverso i suoi organi decentrati. Ma tutto ciò è possibile se, e solo se, il decentramento dalla teoria passa alla pratica e quindi se coincide con un vero decentramento delle deleghe politiche e delle risorse amministrative. Una situazione come quella creata dalla riforma amministrativa del 2010 della “macchina comunale”, voluta dalla Giunta attualmente in carica, ha messo i Consigli di Quartiere in una situazione ibrida di totale inefficacia e non più sostenibile: a fronte di alcune deleghe politiche decentrate, tutto il personale e le risorse economiche sono state concentrate in un vertice unico, creando disfunzioni e frustrazione a danno dei cittadini che vedono sempre meno la possibilità di interloquire direttamente con l’Amministrazione Comunale. Non c’è niente di peggio che chiamare i cittadini a partecipare ai Consigli Aperti per parlare dei problemi del territorio e non avere poi gli strumenti per dare risposte concrete alle richieste dei cittadini stessi. Il decentramento è quindi una condizione necessaria (anche se non sufficiente) per garantire la partecipazione dei cittadini. Al contempo è anche importante non cadere nella facile semplificazione per cui decentramento è sinonimo di partecipazione. Il decentramento può favorire la partecipazione ma non è solo quello, va ben oltre. Se gli organi decentrati funzionano, i cittadini possono partecipare alla progettazione del territorio dove risiedono e ricevere in cambio una migliore qualità ed efficacia dei servizi di prossimità.
 
Ma quanto ci costa?
Qualcuno ha ribadito che il decentramento contribuisce ad aumentare i “costi della politica” e, in quanto tale, dovrebbe essere eliminato. Potremmo addentrarci in un’analisi economica e verificare, ad esempio, che la somma dei gettoni di presenza presi dai consiglieri di quartiere rappresentano un costo veramente irrisorio rispetto al complesso delle spese per attività istituzionali del Comune di Firenze. Inoltre, appurato che il costo dei “politici” eletti negli organi decentrati non incide significativamente nei “costi della politica”, potremmo dimostrare che in qualsiasi forma organizzata di lavoro, sia pubblica che privata, quando il decentramento combina deleghe decisionali con capacità esecutiva ed operativa, esso permette anche una razionalizzazione delle risorse (umane e economiche) e al contempo garantisce una maggior vicinanza ai bisogni del territorio e quindi del cittadino/utente. Si potrebbe prendere l’esempio di un’azienda che apre filiali decentrate, o di una Onlus che si occupa di cooperazione internazionale ed apre uffici nei paesi in cui lavora. Ma forse, più semplicemente, si potrebbe ripartire dalla storia di Firenze che ha visto nascere i consigli di quartiere su spinta popolare negli anni ’70. Insomma, il problema dei costi sembra proprio essere un falso problema. Tuttavia, anche se lo fosse, non dovremmo vergognarci di ribadire che questi costi servono per garantire una migliore efficacia dei servizi di prossimità e una maggiore partecipazione dei cittadini e, in quanto tali, sono anche necessari al buon funzionamento di una amministrazione più vicina ai cittadini. Il rafforzamento del decentramento nell’ottica della città metropolitana rappresenta la naturale evoluzione di quasi 40 anni di storia fiorentina. Non possiamo farci scappare questa opportunità.

… Partecipazione
Il decentramento non è sinonimo di partecipazione ma in qualche modo crea le condizioni per favorirla, anche se di per sé non può garantirla. Qui entriamo su un altro terreno scivoloso. La partecipazione può essere declinata in diverse forme. Può essere intesa come creare degli appuntamenti attraverso i quali si “partecipano” alla cittadinanza decisioni prese altrove (ma in questo caso forse è più corretto chiamarla “comunicazione”), oppure può essere intesa come l’istituzione di percorsi attraverso cui le decisioni vengono prese insieme. Questo presuppone una grande predisposizione all’ascolto e una forte capacità di saper rivedere le proprie scelte in funzione del bene della collettività. Il futuro che vogliamo prevede che i Sindaci, gli Assessori, i Consiglieri si impegnino con grande convinzione in questa direzione, per eliminare quella distanza tra politica e vita reale che rischia di sfiduciare ancora di più i cittadini e minare alla base l'idea stessa di democrazia. Solo così facendo i cittadini si sentiranno attori protagonisti del proprio futuro, contribuiranno attivamente allo sviluppo della città e si attiveranno in prima persona per tutelare il territorio.
 
Questa è la città dei cittadini che mi piacerebbe vedere a Firenze da domani e su cui mi piacerebbe vedere un serio impegno dei prossimi consiglieri comunali e di Quartiere.
 

venerdì 7 febbraio 2014

Attaccati al tram!


Il 1 febbraio 2014, lungo il tracciato della linea 1, abbiamo organizzato il primo flashmob di #immaginaFirenze. "Attaccati al tram!" è stato lo slogan che ha dato il nome e accompagnato l'iniziativa, volta a promuovere un'idea concreta di mobilità sostenibile che per Firenze non può che partire dal completamento della rete tranviaria. A partire dalle 11, insieme a numerosi altri flashmobbers, ci siamo ritrovati in varie fermate della linea 1 e a bordo del tram abbiamo raggiunto Santa Maria Novella. Mescolati tra i passeggeri, molti sono saliti lungo il percorso, fermata dopo fermata, indossando ognuno un cartello con luoghi e situazioni che il tram potrebbe rendere raggiungili in modo veloce ed ecologico. "Voglio andare a Sesto", "Voglio andare a San Niccolò", "Voglio viaggiare veloce", "Voglio andare a fare shopping in centro" erano alcuni degli slogan-desideri espressi che nel tragitto hanno destato la curiosità di viaggiatori e passanti, con i quali abbiamo parlato degli obiettivi che #immaginaFirenze si prefigge in tema di mobilità. "Campo di Marte, Gavinana, Bagno a Ripoli, Novoli, Sesto e il Polo Scientifico: sono soltanto alcune delle destinazioni che vorremmo fossero raggiungibili con la tranvia e che la prossima amministrazione dovrà rendere tali. L'esperienza della linea 1 ci dimostra che la rivoluzione della mobilità sostenibile è a portata di mano, a condizione di abbandonare progetti irrealistici e faraonici sopra e sotto terra e di concentrarci, subito, sulla realizzazione delle linee 2 e 3, senza perdere altro tempo. Da qui dobbiamo ripartire, ripensando la mobilità cittadina in ottica multimodale e superando la rassegnazione quotidiana al degrado generato dal traffico. L'ampia partecipazione al tavolo dedicato alla mobilità durante l'assemblea dello scorso 11 gennaio ha portato alla realizzazione di questo flash mob, che vuole anche essere un momento di partecipazione e di stimolo a continuare il percorso virtuoso avviato da #immaginaFirenze. Il nostro obiettivo è quello di tradurre e confrontare le proposte, le idee, le intuizioni provenienti da cittadine, cittadini, associazioni per tradurle in un programma di governo alternativo per la città, superando con spirito costruttivo e propositivo l'immobilismo sulle piccole e sulle grandi questioni che in questi ultimi anni ha caratterizzato Firenze.

mercoledì 1 gennaio 2014

#ImmaginaFirenze


COME IMMAGINI LA FIRENZE DI DOMANI?
Per il nuovo anno ci siamo dati un buon proposito: avviare un percorso partecipativo per confrontarci in maniera aperta su come ci piacerebbe la Firenze di domani. Non si tratta della solita assemblea di buoni propositi ma di una serie di appuntamenti dove ogni persona potrà giocare un ruolo da protagonista.

È un’opportunità che ognuno di noi ha per esprimere sogni, pensieri e riflessioni su come ci piacerebbe vivere questa città nei prossimi anni.

Ma come funziona?
  • Visionate il video: #ImmaginaFirenze
  • Lasciate un contributo sul sito www.immaginafirenze.it, oppure
  • Lasciate un pensiero scritto su facebook, twitter o instagram aggiungendo l’hashtag #immaginaFirenze.
  • Partecipate al primo incontro pubblico che si terrà l’11 gennaio 2014 dalle 15.00 alle 19.00 presso la sala delle vetrate in Piazza Madonna della Neve (ex-murate). In quell’occasione verranno ripresi anche i contenuti veicolati online.

martedì 10 dicembre 2013

“Fate a pezzi la straniera”

Cinisi, Torre Annunziata, Palmi. Un filo rosso partito da Firenze 3 anni fa che, toccando simbolicamente queste mete, rappresenta un viaggio continuo. Un viaggio nell’antimafia e di lotta per la legalità che abbiamo voluto iniziare nel 2010 quando la nostra proposta di intitolare la sala prove del Quartiere 1 a Peppino Impastato “martire della lotta alla mafia” è stata approvata all’unanimità dal Consiglio di Quartiere 1. Da allora la Giornata per la Legalità organizzata in collaborazione con  Libera Toscana e con La Scena Muta è diventata un appuntamento annuale di riferimento non solo del Quartiere 1 ma di tutta Firenze.

Tanti della nostra generazione da piccoli vagamente conoscevano Aldo Moro, e quasi nessuno aveva sentito parlare di Peppino Impastato, entrambi uccisi lo stesso giorno, il 9 maggio del 1978, in quella che qualcuno ha definito “l’alba dei funerali di uno Stato”. Alcuni ricorderanno vagamente il giornalista del Mattino, Giancarlo Siani, ucciso dalla a Napoli nel Settembre del 1985 per le sue inchieste sulla Camorra a Torre Annunziata. Sicuramente quasi nessuno ricorderà Rossella Casini, prima testimone di giustizia fiorentina, uccisa dalla ndrangheta nel 1981. Queste sono le tre figure attorno alle quali ci siamo impegnati in questi anni per ricordare le vittime di mafia e per parlare di antimafia.

Rossella Casini, nata da famiglia operaia, viveva in Borgo la Croce. Nel 1977 si innamora di uno studente universitario calabrese, Francesco Frisina. Nel giro di pochi anni viene a conoscere fatti che neanche poteva immaginare: l’appartenenza di Francesco ad una famiglia ‘ndranghetista, faide per il potere ed il controllo del territorio, vendette per sgarri commessi o sospettati. Viene ucciso il padre di Francesco, Francesco stesso è ferito in un agguato. Rossella decide di parlare con le forze dell’ordine e convince Francesco a fare lo stesso. Ma tutto questo è inaccettabile. Viene decretata la morte di Rossella (“Fate a pezzi la straniera”). Muore nel 1981. È  del 22 di febbraio l’ultima telefonata a suo padre. Solo nel 1994, 13 anni dopo la sua scomparsa, un pentito parla e confessa che Rossella è stata rapita, torturata e barbaramente uccisa.

QueQuesQueste storie ci possono sembrare lontane, appartenere a realtà che non hanno niente a che vedere con noi che viviamo nel centro Italia. Niente di più sbagliato. Secondo i rapporti sulla presenza del fenomeno mafioso nelle regioni italiane, questo è sempre più radicato anche nel centro-nord Italia. Nella classifica delle regioni con il numero di beni confiscati alla mafia, la Lombardia è al quinto posto ed il Lazio al sesto. La Regione Toscana è territorio economicamente ricco e quindi permeabile alle infiltrazioni finanziarie mafiose anche se la sua tenuta sociale e istituzionale costituiscono ancora un baluardo. Ma fino a quando? Purtroppo si parla ancora poco di mafia in un territorio non mafioso in cui la mafia purtroppo c'è! (cfr. Rapporto sulla legalità in Toscana- Fondazione Caponnetto).

Noi abbiamo scelto di parlare di mafia abbinando la denuncia all’espressione artistica secondo varie forme: musica, teatro, cinema. Anche Peppino Impastato faceva così. Questo ci ha permesso negli ultimi tre anni di veicolare i valori di giustizia e legalità offrendo al tempo stesso a giovani realtà fiorentine di esprimersi artisticamente. Stasera, 10 dicembre 2013, proseguiamo in quella direzione. La terza edizione del Concerto per la Legalità al Teatro Puccini vedrà la partecipazione di PEPPE VOLTARELLI, ORCHESTRINA MACCHERONI SWING, e le letture da “ULTIMO DOMICILIO: SCONOSCIUTO” di FIAMMA NEGRI e GIUSI SALIS, con Fiamma Negri e MARINO SANCHI Musiche dal vivo: STEFANO BARTOLI - Ispirato alla storia di Rossella Casini. in apertura ci sarà una delle band emergenti della SALA PROVE "PEPPINO IMPASTATO"- BLUEJOB

Non potete mancare.

lunedì 22 aprile 2013

Un anno fa (circa)

Circa un anno fa, in un piccolo Consiglio circoscrizionale di una importante città italiana si consumava una forte crisi istituzionale: si doveva eleggere il nuovo presidente del Consiglio di Quartiere. La maggioranza aveva proposto per due volte consecutive il candidato che veniva appoggiato dal partito di maggioranza relativa e che era stato accolto con acclamazione. Per due volte consecutive quel candidato è stato impallinato dal 40% di franchi tiratori del suo stesso partito (ancora non capisco come si faccia a dichiarare pubblicamente un voto, sottoscrivere un impegno, e poi nel segreto dell’urna fare l’esatto contrario). Per due mesi interi un solo partito ha tenuto in scacco non solo quel consiglio circoscrizionale ma un’intera città, avviluppato in dinamiche interne incomprensibili ai cittadini. Un anno fa per uscire dallo stallo gli altri partiti della coalizione avevano proposto un nome diverso che non fosse del partito di maggioranza relativa. Non è stato possibile proprio perché quel nome non era stato proposto da quel partito. Sull’orlo del baratro, sospesi in aria in mezzo al canyon, c’è stato un colpo di reni improvviso. Dalla crisi è emersa un’opportunità. Una convergenza è stata trovata su una nuova maggioranza allargata, però non al centro. Oggi quel Consiglio è l’unico in quella città ad avere una maggioranza fortemente spostata a sinistra, con l’ambizione, la voglia ed il coraggio di mettere nuovamente al centro parole come “persone”, “partecipazione”, “democrazia” ed abbandonando il centralismo democratico. Forse è proprio questo quello che dobbiamo iniziare a fare: in questa crisi paurosa iniziamo a cercare quali sono le opportunità.

Vi lascio con un estratto dell’articolo che Stefano Rodotà ha scritto al direttore de La Repubblica oggi.
La mia candidatura era inaccettabile perché proposta da Grillo? E allora bisogna parlare seriamente di molte cose, che qui posso solo accennare. È infantile, in primo luogo, adottare questo criterio, che denota in un partito l'esistenza di un soggetto fragile, insicuro, timoroso di perdere una identità peraltro mai conquistata. Nella drammatica giornata seguita all'assassinio di Giovanni Falcone, l'esigenza di una risposta istituzionale rapida chiedeva l'immediata elezione del presidente della Repubblica, che si trascinava da una quindicina di votazioni. Di fronte alla candidatura di Oscar Luigi Scalfaro, più d'uno nel Pds osservava che non si poteva votare il candidato "imposto da Pannella". Mi adoperai con successo, insieme ad altri, per mostrare l'infantilismo politico di quella reazione, sì che poi il Pds votò compatto e senza esitazioni, contribuendo a legittimare sé e il Parlamento di fronte al Paese.

Questo è il Presidente che ci siamo persi ...

mercoledì 20 febbraio 2013

Chi voti?

Ci siamo!
Il 24 e 25 febbraio si vota per le elezioni politiche. In questi giorni siamo andati in giro a chiedere alle persone se votano, chi votano e perché votano alle prossime elezioni politiche. Ne è uscito questo video simpatico.

mercoledì 13 febbraio 2013

Cooperazione. Bene Comune.

Tra le tante iniziative organizzate per questa campagna elettorale, sono particolarmente felice di questa sulla Cooperazione Internazionale perché per la prima volta mi permette di unire la mia esperienza lavorativa con la passione politica e di mettere tutto ciò a disposizione del prossimo Parlamento che verrà eletto. Erronemante si pensa che la Cooperazione in tempi di crisi sia un lusso da non potersi permettere. Niente di più sbagliato! Investire nella cooperazione anche in tempi di crisi consente di aprirsi all'esterno, di costruire reti e rilanciare il nostro paese nel mondo, mettendo al centro una nuova visione che permetta di coniugare imprenscindibilmente pace ed opzione nonviolenta, cooperazione e partenariato tra i popoli. Per fare questo, non si potrà non passare da una riforma radicale della legge sulla cooperazione 49/87, impegno che il nuovo Parlamento non potrà più rimandare. Su questo l'insieme delle ONG italiane si è impegnato a definire 10 punti chiave su cui impegnare i partiti politici e i candidati parlamentari. Oltre ad aver aderito personalmente, anche SEL ha inviato la propria adesione ufficiale che è possibile leggere qui.

Programma

ore 10:00 – inizio dei lavori

Coordina
Carlo Benedetti, Assemblea di Zona Valdarno-Valdisieve, PD

Introduzione al seminario 
Stefano Fusi, Consigliere provinciale e coordinatore Forum Cooperazione – Immigrazione PD Firenze
Francesco Martone, Coordinatore del Forum nazionale di SEL sulle politiche internazionali, pace, Europa, Cooperazione, Mediterraneo

La cooperazione Italiana ed Europea: lo stato dell'arte e prospettive di riforma
Giovanni Scotto, Presidente del Corso di Laurea in Sviluppo Economico, Cooperazione Internazionale socio-sanitaria e Gestione dei Conflitti, Università di Firenze 
Francesco Petrelli, Responsabile relazioni istituzionali di Oxfam Italia 
Fabio Laurenzi, Presidente COSPE 

Cooperazione decentrata : il ruolo degli enti locali e della societa' civile
Alessio Biagioli, Sindaco di  Calenzano
Gianluca Mengozzi,  Presidente ARCI Toscana 
Enrico Cecchetti ,     Presidente Euro African Partnership

11:30 – 12: 00  Dibattito

Un agenda della cooperazione per il prossimo Governo

Gabriele Berni, assessore della Provincia di Siena con delega alla Cooperazione, candidato SEL alla Camera dei Deputati

Claudio Martini, Presidente del Forum Nazionale Politiche Locali del PD – candidato PD al Senato

Riccardo Sansone, membro del Forum nazionale di SEL sulle politiche internazionali, pace, Europa, Cooperazione, Mediterraneo - candidato SEL alla Camera dei Deputati

Paolo Beni ,  Presidente Nazionale ARCI  – Candidato PD alla Camera dei Deputati

ore 13:00 – conclusione dei lavori

lunedì 7 gennaio 2013

Concerto per la Legalità

Passata la sbornia delle primarie parlamentarie, si riparte con le attività sul territorio organizzate dalla Commissione Giovani e Sport del Q1. Primo appuntamento il “Concerto per la Legalità” in ricordo delle vittime di mafia, giovedì 10 gennaio 2013 alle ore 21.00 al Teatro Puccini.

Anche quest’anno in collaborazione con l’associazione Libera Toscana e l’associazione La Scena Muta, abbiamo voluto organizzare un evento per la legalità dedicata alle vittime di mafia. Lo facciamo dopo aver ricordato nel 2012 l’assassinio dei giudici Falcone e Borsellino e nell’anno in cui ricorre il ventennale dalla strage dei Georgofili a Firenze. Non a caso, infatti, il prossimo 16 marzo 2013, Libera organizzerà a Firenze la giornata nazionale in ricordo di tutte le vittime di mafia. Noi che viviamo in Toscana pensiamo sempre che il fenomeno mafioso sia qualcosa di lontano, che appartiene ad altre regioni italiane. Purtroppo non è così. La mafia oggi è sempre più radicata anche nel centro-nord di Italia e la Regione Toscana è territorio economicamente ricco e quindi permeabile alle infiltrazioni finanziarie mafiose. Non dobbiamo quindi mai abbassare la guardia. Il cinema, il giornalismo, la musica, come ogni altro tipo di espressione artistica, sono un ottimo modo per veicolare i contenuti di legalità di cui c’è sempre un forte bisogno. Per questo abbiamo voluto abbinare l'impegno per la legalità alla creazione di opportunità espressive per i ragazzi del nostro territorio. Dopo l’appuntamento dello scorso 23 novembre 2012 in cui circa 600 ragazzi delle scuole superiori hanno assistito alla proiezione del film “Fortapasc” (che narra la storia di Giancarlo Siani, giornalista napoletano ucciso dalla Camorra), ed hanno potuto incontrare i rappresentanti di Radio Siani ed il giornalista Lucio Musolino, il 10 gennaio 2013, alle ore 21 presso il cinema Puccini, abbiamo organizzato un “Concerto per la Legalità” insieme all’associazione La Scena Muta. Durante il concerto avranno modo di esibirsi alcune band emergenti fiorentine, compreso i Bandjo, gruppo che ha iniziato a frequentare la sala prove Peppino Impastato del Q1 inaugurata l’anno scorso.

La serata prevede il seguente programma i Ragazzi Scimmia in concerto che ospitano:
- Letture di Pierfrancesco Bigazzi
Aprono i Bandjo.

INGRESSO GRATUITO

Buona legalità a tutti
Riccardo

domenica 6 gennaio 2013

Ha vinto la gente!

Alle primarie parlamentarie di SEL dello scorso 29 dicembre in Toscana ha vinto la gente. Non solo perché si sono mobilitate 11.000 persone per andare a votare, non solo perché Alessia Petraglia ha preso più di 2300 voti (la più votata rispetto anche a molte regioni italiane), non solo perché questo blog ha avuto 650 visualizzazioni in tre giorni, non solo perché sono stato circondato da tantissime persone che si sono attivate in prima persona per sostenere l'avventura della mia candidatura, non solo perché si sono attivate reti di reti che hanno gettato semi per far germogliare il futuro. La vittoria più importante è stata la mobilitazione di massa che ha impedito alla presidenza di SEL di stravolgere i risultati delle primarie imponendo dei capilista che avrebbero relegato a posizioni ineleggibili chi si era conquistato a suon di voti il primo ed il secondo posto in lista. Questa è la vittoria di tutti e, una volta tanto, abbiamo dimostrato che il territorio può incidere sulle scelte dei vertici. Buona vittoria a tutti!

martedì 25 dicembre 2012

Una concreta follia


RICCARDO SANSONE - candidato alle primarie di SEL per la Camera dei Deputati - si vota il 29/12/12
Ogni volta che parte una campagna elettorale è sempre difficile riuscire a scrivere una propria presentazione. Il tempo a disposizione non è mai abbastanza e si rischia sempre di diventare “uno dei tanti” candidati che ripetono gli stessi condivisibili propositi. Non sono un amante degli slogan né tanto meno delle frasi che vorrebbero sintetizzare in 4 parole un pensiero politico, per cui ricorro a questo breve testo per spiegare perché ho scelto di candidarmi alle primarie di SEL per la Camera dei Deputati che si terranno il giorno 29 dicembre 2012.

Perché candidarsi?
Mai avrei pensato di potere aspirare ad entrare in Parlamento, tanto è alta la mia considerazione per l'attività politica. Ma questi sono stati anni di degrado e di offesa all'amministrazione della cosa pubblica e più semplicemente al buon senso e sento l'urgenza e il bisogno di impegnarmi in prima persona. Non è una decisione facile ma ho sentito attorno a me il conforto e il sostegno di tante persone decise a spendersi per una concreta follia: quella di credere che in questa fase storica sia realizzabile quello che fino a ieri pareva impossibile. Portare in Parlamento una persona comune che conosce e condivide i problemi delle persone comuni, con uno sguardo al necessario cambiamento e l'altro alla serietà e alla concretezza di governo. Lo confesso, è un'impresa che mi spaventa ma vorrei sopratutto trasmettervi l'entusiasmo che ho registrato attorno a me. Per questo vi propongo di crederci ed entrare insieme a me nelle liste di SEL per le elezioni alla Camera. 

Cosa voglio portare in Parlamento?
Potrei parlarvi di grandi ideali, quelli che ispirano la mia vita e il mio lavoro. Credo però più onesto ed utile dire quello che potrei permettermi di fare. Da una parte mettere a disposizione le mie competenze e la mia esperienza maturata in questi anni nella cooperazione internazionale in contesti difficili e densi di problemi. Non esiste una politica locale se non si capisce quello che sta accadendo a livello internazionale. Dall'altra parte intendo pormi un semplice obiettivo: riportare l'attività politica ad essere punto di incontro tra le diversità ed effettiva presa in carico dei problemi quotidiani. Se non si fa questo, non potrà esserci nessun vero cambiamento ma soltanto demagogia o trasformismo. Porterò quindi in questa avventura semplicità e coraggio. Le poche qualità che sento di poter garantire e che condivido con le tante persone per cui la politica significa sopratutto sopravvivenza e miglioramento della qualità della vita. Ora esiste quest’opportunità. Per questo vi chiedo di sostenermi ed invitare tutti i vostri conoscenti a sostenere quest’idea.

Infine … ne approfitto per augurarvi il meglio per l’anno che sta arrivando, con la speranza che sia veramente l’anno in cui insieme riusciremo a far ripartire l’Italia.
 
Cari saluti
Riccardo Sansone


E' possibile la doppia preferenza di genere sia alla camera che al senato, pertanto per quanto riguarda il voto alle primarie per il senato mi permetto di segnalare Alessia Petraglia come candidata donna e Paolo Solimeno come candidato uomo, due persone con cui ho sempre lavorato bene in questi anni, così come Luisa Simonutti, candidata con me alla Camera.

giovedì 23 febbraio 2012

Un'opportunità da non mandare in fumo

Sono queste le iniziative di cui sono particolarmente fiero perchè dimostrano come si possa assumere un ruolo critico verso le decisioni della Giunta comunale proponendo però un contributo serio e scientifico, entrando nel merito delle questioni ed offrendo delle alternative concrete. L'area dell'ex Manifattura Tabacchi è l'ultimo grande contenitore dismesso in città il cui recupero assume una valore strategico per tutta la città e non solo per il quartiere su cui risiede (il Q1). Per questo motivo Sinistra Ecologia e Libertà ha organizzato una giornata di approfondimento con esperti, urbanisti e politici, la cui finalità è di discutere nel merito della proposta di variante che la Giunta comunale ha avallato basandosi sul progetto elaborato dalla proprietà e al contempo approfondire altre proposte di recupero che possano valorizzare al meglio quest'area strategica. E' vero che in questo caso la proprietà dell'are non è comunale, ma questo non deve poratre l'Amministrazione Comunale a rinunciare al proprio ruolo di governo ed indirizzo del proprio territorio. L'appuntamento è il 26 febbraio dalle 10 alle 18 al Teatro Puccini.

Per saperne di più abbiamo creato anche un blog apposito: manifatturatabacchi.wordpress.com, oppure è possibile ascoltare l'approdonfimento radiofonico qui.

mercoledì 8 febbraio 2012

Palacinche

Palacinche racconta una delle tante storie dimenticate. Palacinche è un libro per riappropiarci della memoria, per ricordarci da dove veniamo, per evitare che la tragedia di migliaia di profughi continui ad essere strumentalizzata. Più semplicemente Palacinche racconta la storia di Elena, esule fiumana, che ha vissuto l'adolescenza per campi profughi.

Palacinche è il risultato emozionante del progetto voluto da Caterina, che insieme al suo compagno Alessandro, ha ripercorso a ritroso le tappe di nostra madre, Elena, nella sua diaspora da Fiume.



Domenica 12 febbraio 2012

ore 18.00

Caffè Letterario – Piazza delle Murate - Firenze

Palacinche. Storia di un’esule fiumana

edito da Fandango
presentazione a cura si Caterina Sansone e Alessandro

con la presenza di Vanni Santoni
introduce Vittorio Iervese

mercoledì 16 marzo 2011

S'è desta l'Italia?

In questo periodo di venti di cambiamento nel Mediterraneo, che succede in Italia? Quale occasione migliore per parlarne se non il giorno del 150° anniversario dell’Unità di Italia. Si ragiona, si mangia e si balla.

Giovedì 17 marzo 2011 ore 17
Le Murate - Piazza Madonna della Neve – Firenze


L’ITALIA E I VENTI DI CAMBIAMENTO NEL MEDITERRANEO

Interventi di:
• FABIO MUSSI Coordinamento Nazionale SEL
• MARCELLA BRESCI di Libere Tutte
• SALVATORE CINGARI Docente, Università per Stranieri di Perugia
• LEA FIORENTINI di Cacerolazos Firenze - l’Italia non è un bordello
• SALAH IBRAHIM Associazione El Mastaba
• FRANCESCOMARIA TEDESCO Ricercatore, Scuola Superiore S'Anna

coordina:
VITTORIO IERVESE Ricercatore, Università di Modena e Reggio Emilia

L'incontro sarà introdotto da un estratto del film in anteprima italiana "The Green Wave"

a seguire

Cena Mediterranea
e
Kabìla in concerto

sabato 4 dicembre 2010

CORTO Fiorentino

Alla fine ce l'abbiamo fatta! Abbiamo lanciato il primo bando di concorso per cortometrggi del Quartiere 1 grazie all'importante collaborazione con la Fondazione Sistema Toscana – Mediateca Toscana Film Commission. Dopo un anno di lavoro come Presidente di Commissione Giovani e di lavoro condiviso con tutto il Consiglio, parte finalmente il primo progetto per creare spazi di pensiero creativo ed espressivo sul territorio del Quartiere e della città di Firenze. Corto Fiorentino - Giovani visioni del Quartiere 1 è un'occasione che vogliamo offire a ragazzi dai 16 a 26 anni di tutta la città di Firenze per esprimere i propri pensieri, le proprie visioni, i propri stati d'animo attraverso il linguaggio audiovisivo. Anche coloro che non hanno mai utilizzato una telecamera potranno facilmente realizzare il proprio cortometraggio. Approfittate quindi di questa grande opportunità! Fate pervenire i vostri progetti, vi aiuteranno a tradurli in video. Scadenza: 31 dicembre 2010.

Scarica qui il bando e la scheda di partecipazione:
- Bando
- Scheda di partecipazione

Leggi il comunicato stampa

Info:
cortofiorentino@comune.fi.it
Tel.: 055 2767616/634/607

martedì 23 novembre 2010

Nel mezzo del cammin di nostra vita ...

Siamo arrivati quasi "nel mezzo", ed un 50% + 1 sarebbe più che sufficiente...
Leggi il sondaggio: http://www.demos.it/a00521.php

giovedì 4 novembre 2010

Incontri

Incontro tra un ateo ed un cattolico, un etero ed un gay, un cameramen ed un oratore. Tutto questo qualche giorno fa, a Firenze, al congresso fondativo nazionale di SEL. Cosa li accomuna? Forse l'orecchino sul lobo sinistro?
Il risultato può comunque essere "videoletto" qui:
Videolettera alla Fabbrica di Firenze

martedì 19 ottobre 2010

Viva Chile y sus Mineros

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, questa lettera di Francesco Pulejo, cooperante espatriato di Oxfam Italia in Libano.

Viaggiando per il deserto del nord del Cile, dove si trova la cittadina di Copiapò diventata famosa in questi giorni per la vicenda dei 33 minatori rimasti imprigionati sottoterra, ci si chiede come sia possibile vivere in un posto del genere. Non si vedono alberi, né acqua, né campi coltivati. Solo montagne brulle, distese sconfinate di polvere e pietre a perdita d’occhio. La ricchezza sta nel sottosuolo, ed è enorme, tanto da fare del Cile il primo produttore mondiale di rame ed uno dei primi di oro.

Questo tesoro nascosto ha attirato a partire già dai primi anni del Novecento grandi investimenti dai paesi ricchi, le cui multinazionali ancora oggi, approfittando di regimi fiscali vantaggiosi, ricavano enormi profitti dall’estrazione di questi minerali. L’industria estrattiva rimane di gran lunga la prima fonte di ingresso per il paese, ed il prezzo del rame sui mercati internazionali è il vero indicatore da cui dipende l’intera economia del paese. I servizi sociali, le pensioni, la scuola pubblica, l’esercito, sono in gran parte finanziati dai guadagni dell’industria mineraria, che è regolata da un ministero ad hoc. Gli enormi progressi tecnologici dell’ultimo secolo hanno permesso lo sviluppo di professioni molto specializzate, e sicuramente l’ingegnere minerario è uno dei lavori meglio retribuiti e con maggiore stabilità.

Ma dove ci sono miniere, naturalmente, ci sono soprattutto i minatori. Anche Che Guevara, nel suo viaggio per il Sudamerica immortalato dal film “ I diari della motocicletta”, incontra, proprio vicino a Copiapò, una coppia di minatori, e quell’incontro sarà uno dei più intensi ed emotivi per il giovane che durante il suo viaggio inizia a prendere coscienza delle condizioni di ingiustizia e oppressione in cui è costretta a vivere la gran parte della popolazione del continente. La storia del Cile è attraversata e profondamente influenzata dalle vicende dei minatori, immigrati al nord da tutto il paese a partire dagli anni ’20, vittime di abusi ed addirittura di repressioni sfociate in massacri, ma sempre all’avanguardia nella lotta per i loro diritti e per migliori condizioni di lavoro. Le loro lotte e la loro coscienza di classe ne fecero uno dei pilastri dell’Unidad Popular di Salvador Allende, quando conobbero il momento di maggior riconoscimento del loro ruolo nella società. Durante la terribile dittatura di Pinochet che seguì, pagarono un prezzo altissimo in diritti negati e vite spezzate.

In questi mesi le televisioni di tutto il mondo hanno mostrato i volti dei 33 minatori bloccati a 700 metri di profondità. Abbiamo visto in diretta come sbucavano dall’oscurità per rassicurare i loro familiari e fare loro coraggio. “Stiamo bene, siamo tranquilli, non abbandonateci”, ripetevano. Erano frasi intrise di speranza, ma anche di rassegnazione e fatalismo. I minatori sapevano che il crollo della galleria che poteva ucciderli e li ha tenuti imprigionati per oltre 2 mesi si deve ad una negligenza dell’azienda. Sapevano che per i primi 15 giorni dopo il crollo nessuno ha dato l’allarme o si è mobilitato per aiutarli, pensando che non ci fossero speranze di riscattarli. Addirittura i proprietari della miniera, durante le prime settimane della loro prigionia sotterranea, stavano negoziando con il governo affinché questo si facesse carico dei loro stipendi, dato che nei mesi successivi non sarebbero stati “produttivi”.

Finalmente però l’attenzione mediatica del mondo intero, ed un governo in crisi di consenso che ha trovato un’ottima occasione per migliorare la propria immagine, hanno reso possibile una mobilitazione enorme ed un’operazione che tutti hanno definito “un miracolo”.

Le immagini dei minatori salvati uno ad uno, che finalmente riabbracciano i loro familiari in diretta tv, ha emozionato il mondo. Tra tutte le frasi che ho sentito pronunciare da “los 33”, ce n’è una che mi ha colpito particolarmente, per la sua lucidità e chiarezza: “Non trattateci come delle celebrità, siamo solo dei minatori”.

Questo è il messaggio più importante di questa vicenda, finita per fortuna nel migliore dei modi. I volti che abbiamo visto quotidianamente apparire nei nostri televisori ci hanno fatto tornare alla realtà. Il lavoro di questi minatori, durissimo e pericoloso nonostante i progressi tecnologici, era invisibile. Solo una casualità come il crollo di una galleria lo ha riportato in prima pagina, ed ha rimesso al centro dell’attenzione il loro sfruttamento, le difficili condizioni di vita, e la dinamica che non sembra essere molto cambiata negli ultimi 100 anni, considerando i minatori come l’ultimo anello di una catena che arricchisce pochi con il lavoro di molti.

Francesco Pulejo

giovedì 14 ottobre 2010

Arroganza di partito

Lettera aperta ai Consiglieri del gruppo PDL del Quartiere 1

Sabato 9 ottobre è stata una gran bella festa!

In una giornata di sole Piazza Santa Croce è stata invasa da centinaia di bambini che, insieme a tanti giovani e adulti, sono arrivati per provare tutte le discipline sportive nei vari spazi allestiti insieme alle società che collaborano con il Quartiere. Non è stata solo una giornata di promozione sportiva. Tante persone di tutte le età si sono ritrovate in piazza, si sono appropriate per una giornata di una delle più belle piazze di Firenze. Lo spettacolo che si poteva gustare dalle finestre del Quartiere era veramente emozionante. Uno spettacolo reso possibile dall’estenuante lavoro di chi ha coordinato l’iniziativa e del personale degli uffici Sport e Giovani presente in piazza anche di sabato.

È stato un successo di gente e di partecipazione. È stato anche un successo organizzativo per tutto il Consiglio di Quartiere. Abbiamo iniziato a preparare questa manifestazione 2 mesi fa. La Commissione che il Consiglio mi ha dato l’onore di presiedere ha lavorato intensamente, in completa armonia e prendendo le decisioni sempre all’unanimità. Maggioranza e opposizione sono sempre riuscite a trovare un punto di incontro per organizzare questo evento, così come quelli precedenti, destinato a tutti i cittadini indiscriminatamente, senza distinzioni di fede, razza, o appartenenza politica. Questa doveva essere la festa di tutto il Quartiere, di tutti noi, per i cittadini, di tutti i cittadini.

Invece qualcuno ha cercato di trasformare “Q1 in Festa – sport in piazza” in “Q1 in Festa – PDL in piazza”.

Prima ancora che iniziassero le attività sportive è stato montato un gazebo del PDL sul piano della piazza. Numerosi manifesti riportanti l’immagine di Silvio Berlusconi con l’invito a “scendere in campo” sono stati attaccati sulle transenne messe a disposizione per delimitare le aree di gioco. Tale slogan non poteva essere più calzante rispetto alla giornata sportiva che stava per iniziare. Personalmente mi sono recato al gazebo per chiedere di rimuovere tutti i manifesti e togliere il gazebo dalla piazza, spiegando le motivazioni politiche e istituzionali. La reazione e le risposte fornite dai responsabili del gazebo sono state arroganti e di sfida, rimandando tutto al fatto che esisteva un permesso rilasciato per occupazione del suolo pubblico. Il gazebo è rimasto in piazza, seppur spostato, per tutta la durata della manifestazione. È stato smontato intorno alle 17.30, quando ormai la manifestazione si era conclusa.

Cari consiglieri del PDL, forse voi singolarmente non eravate in quel gazebo, ma questo non mi esime dal rivolgermi a voi che rappresentate in Consiglio quel partito.

Come consigliere, ma soprattutto come cittadino, sono profondamente amareggiato. Seppur in presenza di un permesso, peraltro mai mostrato nonostante i numerosi solleciti, si è volutamente ignorato che la manifestazione fosse una manifestazione istituzionale, organizzata da maggioranza e opposizione unitariamente, e non si è voluto assolutamente comprendere l’inopportunità politica della presenza di quel gazebo. Al contrario, in maniera arrogante è stato ribadito il proprio diritto a restare lì. Ancor più grave è il fatto che si sia voluto pianificare la presenza di un gazebo in concomitanza di una iniziativa che insieme avevamo pensato, ideato, organizzato. Traendo in tal modo il benefico vantaggio della grande partecipazione di persone che l’evento ha richiamato.

Durante i numerosi confronti fatti in Consiglio di Quartiere in questo anno e mezzo di legislatura, spesso avete parlato della necessità, e lo avete messo per iscritto nelle vostre mozioni, di “favorire e sostenere l’iniziativa politico istituzionale del Consiglio e delle Commissioni”, di “interpretare al massimo i principi di collegialità, trasparenza, del coinvolgimento e della inclusione nel processo politico”. Mi domando se queste vostre richieste sono solo dichiarazioni di facciata oppure c’è anche una volontà di coerenza con le azioni di tutti i giorni.

Quando il 25 aprile dello scorso anno ho deciso di candidarmi, l’ho fatto per reazione, disgustato dal “teatrino della politica”, disgustato dal degrado culturale che negli ultimi vent’anni ha lentamente e progressivamente tolto significato a parole importanti della nostra Storia come “Democrazia”, “Partecipazione”, “Libertà”. Libertà, questa parola che campeggia sulle vostre bandiere, cosa significa per voi? È la tracotanza che porta ad agire senza rispetto per gli altri? È la libertà di approfittare delle situazioni per avere più visibilità, caso mai non fossero sufficienti gli strumenti che il vostro presidente vi mette a disposizione?

In ogni caso vi ringrazio per aver dimostrato a questo Quartiere ed a tutti i suoi cittadini che il “teatrino della politica” esiste eccome. Si recita da una parte e si agisce diversamente dall’altra. Vi ringrazio per avermelo fatto ricordare ancora una volta. Vi ringrazio per avermi messo di fronte all’evidenza che è sempre più necessario impegnarsi affinché una politica diversa sia possibile. Affinché si possano aprire modalità diverse e nuove forme di coinvolgimento e partecipazione di tutti i cittadini alla “cosa pubblica”. Una politica dove i cittadini, tutti, siano veramente partecipi e non siano costretti a subire l’arroganza dei partiti e dei loro padri padroni.

Cordialmente,
Riccardo Sansone

venerdì 14 maggio 2010

Q1 in Festa. Sport, arte e cultura per tutti.

A distanza di poco più di un mese dalle elezioni regionali, un doveroso ringraziamento a tutti quanti hanno voluto confermare la fiducia in Sinistra Ecologia Libertà. A Firenze siamo arrivati al 6%, al Quartiere 1 al 9.37%, dove rispetto alle amministrative abbiamo preso anche 400 voti in assoluto in più. Sicuramente un risultato incoraggiante, anche se non è servito a superare il quorum per il Consiglio Regionale. E quindi? Ripartiamo da qui, dai territori, dal Quartiere 1.
Al Quartiere 1, la Commissione Giovani e Sport presieduta da Sinistra Ecologia Libertà ha organizzato da giovedì 13 maggio a domenica 16 maggio la manifestazione Q1 in Festa. Vi ricordate il nostro programma elettorale per le amministrative del 2009? Genti, Generi e Generazioni si incontreranno al Parco delle Cascine. Questo approccio è stato sposato dalla Commissione e dal Consiglio di Quartiere, e lo ritroviamo nelle premesse e obiettivi della manifestazione che questo anno, anno europeo di lotta alla povertà ed esclusione sociale, viene declinato in momento di incontro e inclusione tra le diversità del quartiere.
Non mi dilungo ulteriormente, vi invito solo a partecipare, sperando che il tempo ci assista, segnalandovi alcuni appuntamenti simpatici ed importanti:
• Giovedì apertura ore 10.
• Giovedì e venerdì vengono principalmente le scuole
• Sabato 15 – ore 10 - Biciclettata in ricordo di Gino Bartali da Piazza Santa Croce, organizzata insieme a Firenze In Bici Onlus
• Sabato 15 – ore 12 - Inaugurazione
• Sabato 15 – dalle 10 alle 17, cancelli aperti all’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche, occasione rara.
• Domenica – ore 10: Sfida il Consiglio. Una rappresentativa del Consiglio di Quartiere sfiderà rappresentative del territorio a calcio a 5.

Visionate il programma intero della manifestazione, leggete il comunicato stampa, ascoltate l'intervista.
Non mancate!

venerdì 30 aprile 2010

E' nato DUCCIO


In questo blog che dovrebbe parlare di politica ma di tutt'altro tratta, finalmente una notizia davvero positiva: il 28.04.2010 è nato DUCCIO, terzogenito della dinastia dei Sansone-Polidori. Il babbo Riccardo, già sorridente di suo, è diventato insopportabilmente felice ed ottimista.
Duccio nasce simbolicamente tra la festa della Liberazione e quella dei lavoratori. Se non è un buon auspicio questo! Oggi c'è il sole.

AUGURI.